Qualche tempo fa ho frequentato un corso di gestione del tempo, in particolare il modulo dedicato ad “Attenzione e Focalizzazione”, e mi è piaciuto tantissimo. Un paio d’ore intense, stimolanti e divertenti, per pochissime partecipanti: il che permette di creare subito un’atmosfera raccolta che favorisce il confronto e anche l’attenzione, che è rimasta sempre viva.

Forse le formatrici non si aspettavano tra le allieve qualcuno che, come me, si occupa di gestione del tempo per professione, ma per quanto possa saperne non mi basta mai, e colgo tutte le occasioni possibili per confrontarmi con altre professioniste, approfondire argomenti noti, scoprire nuovi punti di vista.

Concentriamoci dunque sull’argomento di oggi. L’attenzione è la capacità che tutti abbiamo, più o meno sviluppata, di indirizzare le proprie risorse cognitive per un determinato tempo verso una specifica direzione, escludendone altre. In pratica è un processo di selezione, di esclusione, in cui scegli di puntare il tuo riflettore mentale su una cosa piuttosto che un’altra. E no, illuderti di puntare il faro su più cose contemporaneamente non è attenzione: è multitasking, e peggiora la situazione.

Il discorso si potrebbe fare veramente ampio, per distinguere tutte le tipologie di attenzione e come si è formata questa capacità in noi esseri umani. Quando si parla di funzionamento della mente potrei perdermi per ore, ma oggi mi concentro su una domanda precisa, senza aprire mille parentesi.

Perché non riesci a mantenere l’attenzione?

Non mi dilungherò sui meccanismi legati alle capacità di attenzione di noi esseri umani, ma ti darò due notizie, una buona e una cattiva.

La cattiva notizia è che, secondo uno studio ripreso a suo tempo dalla stampa internazionale, la nostra capacità di attenzione sarebbe scesa sotto quella di un pesce rosso. Gli esperti di social lo sanno bene, e sfruttano questa nostra difficoltà a loro vantaggio.

La buona notizia, anzi, sono almeno tre:

  • Sei in buona compagnia. Non aiuta, ma consola un po’.
  • Ora puoi esserne consapevole e agire a tuo favore. Forza!
  • Il cervello ha la straordinaria caratteristica di essere plastico, cioè può trasformarsi e adeguarsi agli stimoli attraverso specifici allenamenti. Ed è proprio qui che puoi fare del tuo meglio.

I vantaggi di allenare l’attenzione

“Prestate attenzione. Essere attenti significa essere vitali. L’attenzione ci connette agli altri e ci rende appassionati e desiderosi. Siate appassionati!” Susan Sontag

Porre attenzione in qualcuno ti mette in relazione empatica con l’altra persona: migliori la tua capacità di ascolto, dando spazio all’altro e togliendone un po’ al tuo ego, e di conseguenza miglioreranno i tuoi rapporti personali e il modo di reagire alle situazioni che ti si presentano. Porre attenzione in qualcosa ti connette invece con la parte cognitiva più profonda di te stessa, e i risultati possono davvero essere sorprendenti.

Hai presente quando sei completamente assorbita da un’attività che ha catturato il tuo interesse, e non ti accorgi del tempo che passa né senti la stanchezza? Essere attenta ti permette di entrare in sintonia con ciò che stai facendo, di essere presente con tutta te stessa, sviluppando apprendimento, memoria e creatività. E in questo il tuo cervello si affatica meno rispetto a quando interrompi continuamente il flusso per distrarti e poi riprendere, e distrarti ancora, e poi ricominciare.

Distrarti ti fa perdere il filo e, anche se con fatica lo recuperi, non avrai mai lo stesso risultato: quella particolare connessione potresti averla persa per sempre. Ma soprattutto, vuoi mettere la soddisfazione di riuscire a isolarti da tutto il resto del mondo per portare avanti i tuoi progetti? Prova a immaginare la situazione: stai lavorando in un angolino della casa, i tuoi figli fanno un gran baccano giocando, qualcuno spadella rumorosamente in cucina, i cani abbaiano ai passanti, le sirene di un’ambulanza suonano sotto casa… e tu, con i minuti contati, entri nel tuo flusso di lavoro e finisci in poco tempo e con poca fatica. Altro che mito del multitasking: è questo il vero super potere che stai cercando.

7 modi efficaci per trasformare l’attenzione nel tuo super potere

“Gli sciocchi agiscono distrattamente. Il saggio invece custodisce l’attenzione come il suo tesoro più prezioso.” Buddha

L’attenzione è uno stato mentale che ci porta a indirizzare la nostra attività cerebrale volontariamente verso qualcosa che ci interessa, o involontariamente verso qualcosa che ci ha attratto in quel momento. Entrambe queste capacità possono essere allenate: significa averne piena consapevolezza e controllo, e nella nostra epoca di iper-stimolazioni e bombardamenti di informazioni è davvero un super potere.

  1. Fare pause regolari, riposare, dormire bene. Per aumentare la tua produttività devi prima saperti fermare, sembra strano ma è così: più tiri la corda e più rischi di spezzarla, più sovraccarichi il tuo cervello e più lui si ribella. Impara a fermarti, a lasciare spazi vuoti, e a ignorare i sensi di colpa che vengono a bussare ogni volta che ti prendi una pausa.
  2. Stabilire le priorità e fare una cosa alla volta. Il multitasking non ti fa bene per niente: non stai facendo più cose contemporaneamente, ma sposti molto rapidamente la tua attenzione di qua e di là, con il risultato di metterci più tempo, più fatica, e ottenere risultati meno brillanti. Organizza le attività della tua giornata assecondando il tuo bioritmo e i tuoi livelli di energia.
  3. Praticare meditazione e mindfulness. Sono due pratiche diverse ma entrambe utili per migliorare la concentrazione: meditare significa liberare la mente e lasciar scorrere via i pensieri, la mindfulness è la consapevolezza di essere con ogni cellula del tuo corpo nell’istante presente. Entrambe ti aiutano a osservare una distrazione senza farti rapire da essa.
  4. Essere consapevole di ciò che favorisce il tuo super potere. Osservati e capisci cosa funziona meglio per te: dove lavori meglio, in che condizioni, se la musica ti aiuta o ti disturba, se cerchi l’ordine o preferisci il tuo disordine. Le abitudini, le routine e i rituali aiutano a consolidare le situazioni favorevoli, perché la ripetizione rende migliori, più sicuri e meno stanchi.
  5. Giocare e divertirsi. Hai presente quando i bambini sono così presi dal gioco da non sentire la voce che li chiama? Riporta alla mente l’ultima volta in cui ti sei sentita così completamente dentro ciò che stavi facendo, per riconoscere quella sensazione quando la incontri di nuovo.
  6. Procedere gradualmente, senza fretta ma senza sosta. L’allenamento non è la gara finale, è la preparazione. Se ti distrai ogni 5 minuti, parti da quei 5 minuti e aumenta piano piano la difficoltà: serve impegno, ma anche pazienza e costanza, nel pieno rispetto di te stessa.
  7. Dichiarare i tuoi intenti. Prima di iniziare un’attività nella quale vuoi concentrarti, esprimi ad alta voce la tua volontà. Concentrati sul risultato finale piuttosto che sullo sforzo, perché il cervello cerca sempre la via meno faticosa per raggiungere la felicità.

L’attenzione è sufficiente?

Fare le cose con attenzione è sufficiente per avere tutto il tempo che ti serve? No. Però è un inizio, un super potere che può fare davvero la differenza tra una giornata che ti rende felice e una che ti rende insoddisfatta.

C’è un unico elemento che, una volta acquisito, influenza positivamente a catena tutti gli altri: l’organizzazione. Se impari a padroneggiarla, saprai individuare le priorità su cui porre attenzione, riuscirai a bilanciare lavoro e riposo, gestirai le tue attività assecondando i tuoi livelli di energia. Se vuoi una mano a trovare il tuo equilibrio, scrivimi.


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